lunedì 22 marzo 2010


In 10.000 in corteo a Catania per difendere il diritto al futuro


Video del corteo del 12 Marzo 2010: studenti e precari uniti per lo sciopero indetto dalla CGIL
http://www.youtube.com/watch?v=8N2Z2GHp


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Nasce il quarto polo universitario in Sicilia

Istituito il comitato promotore voluto dal Ministro Prestigiacomo
Emergenza capitale umano

Pubblicato il Rapporto AlmaLaurea sulla condizione occupazionale dei laureati italiani
Leggi il rapporto


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E' nato il blog del coordinamento nazionale precari dell'Università Flc-CGIL

Tutto sul dibattito sul testo del DDL Gelmini e sugli emendamenti presentati in Commissione al Senato su:
http://frondaprecaria.wordpress.com/2010/03/14/ci-siamo-quasi/
http://frondaprecaria.wordpress.com/2010/03/16/i-gattopardi-dellidv-e-i-loro-emendamenti/


lunedì 11 gennaio 2010

Università: ogni mancato rinnovo oggi è un licenziamento. Solidarietà ai lavoratori licenziati alla Facoltà di Lettere

Il coordinamento dei Precari della Ricerca e il coordinamento dei Precari dell'Università FLC-CGIL di Catania esprimono piena solidarietà ai 18 lavoratori co.co.co. della Facoltà di Lettere che ad oggi non hanno avuto rinnovato il proprio contratto, scaduto il 31 dicembre 2009. L'epilogo della vicenda di questi lavoratori è ancora una volta frutto dei devastanti tagli all'università voluti dai ministri Gelmini e Tremonti i cui effetti colpiscono indistintamente non solo gli studenti, ma anche tanti docenti e ricercatori precari dell'ateneo di Catania. Ricercatori e docenti che hanno perso la propria borsa di studio o che sono costretti a prestare servizio gratuitamente in attesa che giunga loro un contratto, un assegno di ricerca o un incarico didattico ovviamente a tempo determinato.

Siamo vicini a tutti questi lavoratori, sosteniamo le loro lotte e condividiamo le stesse preoccupazioni degli studenti e del personale amministativo precario dell'università perchè tutti, lavoratori e studenti, siamo vittime della drastica riduzione di fondi all'università pubblica.

Proponiamo ancora una volta l'apertura di un tavolo di trattativa tra amministrazione centrale, facoltà e parti sociali che, condividendo responsabilità e scelte per il futuro, ricerchi una soluzione per cui nessun lavoratore venga lasciato da solo a fronteggiare i costi della crisi e le conseguenze della spregiudicata miopia del ministero dell'università.

Catania, 11 Gennaio 2010
Coordinamento Precari della Ricerca - Catania
Coordinamento Precari dell'Università FLC-CGIL Catania

martedì 15 dicembre 2009

“Affama la bestia per renderla mansueta”. Osservazioni sul ddl per la Riforma dell'Università.




All'assemblea d'ateneo del 2 dicembre 2009 avevamo annunciato la prossima diffusione di un documento che descrivesse un nostro punto di vista sull'imminente riforma dell'Università.
Eccolo.

Si tratta di alcune osservazioni che speriamo possano costituire una base di partenza utile ad una prossima occasione di confronto, nonchè un efficace strumento di riflessione e diffusione di temi e problemi.

Si parla di:
  • La legge delega: impossibilità di valutare compiutamente alcuni aspetti
  • Il taglio delle risorse: il merito di ciascun intervento è inevitabilmente condizionato, in modo determinante, dai vincoli di bilancio
  • Il sistema di governo degli atenei: dal governo legittimato in base a rappresentatività accademica e progetto culturale all’accentramento manageriale
  • La “semplificazione dell’articolazione interna”: accentramento del potere in centri decisionali meno rappresentativi degli attuali
  • Il sostegno economico agli studenti: eguaglianza formale, competizione e indebitamento
  • Le forme contrattuali del lavoro di ricerca e di didattica ed il reclutamento del personale docente: precarietà indefinita e marginalizzazione della ricerca
LEGGI TUTTO IL DOCUMENTO


Attendiamo il vostro contributo, segnalateci le vostre opinioni.


Grazie per la vostra attenzione,

ricercatoriprecari@gmail.com

sabato 5 dicembre 2009

FUGGIRE O RESISTERE

Replica dei precari universitari alla lettera aperta di Pier Luigi Celli, direttore generale della Luiss, indirizzata al figlio


Fuggire o resistere. Quando l’alternativa si presenta anche ai figli delle attuali classi dirigenti, vuol dire che la misura è smisurata, che il vaso ha tracimato, che la precarietà è visibile persino dalla cima della torre d’avorio.
Ma l’alternativa non si pone ai ventenni di quel tipo, che hanno l’exit strategy dell’estero e partono da una solida rete di relazioni intessute anche nelle università private. Il vicolo cieco è invece davanti alle migliaia di precari, nell’università come nel lavoro, trentenni e quarantenni, che hanno già iniziato a costruire il proprio progetto di vita in questa Italia decadente, priva di qualsiasi strategia di superamento della crisi e idea di futuro.
Per questi figli di un dio minore le opzioni non sono molte. Prendiamo una tipica lavoratrice della conoscenza: 36 anni, ricercatrice precaria, due monografie e 15 articoli sul curriculum, un figlio e un compagno. Si barcamena tra una docenza a contratto e l’altra: quando gli va bene il suo “protettore” gli trova un assegno di ricerca biennale (somma sicurezza), quando gli va male i suoi genitori aumentano l’integrazione del suo reddito mensile da 300 a 500 euro. Nel suo dipartimento è sicuramente la “giovane” più promettente, in più è così gentile da sobbarcarsi tutti quei lavori che gli altri non vogliono fare (redazione della rivista di dipartimento, compilazione dei bandi, sostituzioni a lezione e ricevimento studenti, ecc.). Il “suo” concorso non è stato ancora bandito, ma a detta di tutti arriverà presto, è solo questione di sfortuna se l’ordinario appena andato in pensione ha indicato come sua ultima volontà l’inserimento in ruolo del proprio pupillo. Quella volta in realtà la nostra ricercatrice aveva anche commesso uno sgarbo (veniale): si era presentata, costringendo la commissione a voli pindarici per la (s)valutazione dei suoi contributi.
Le sue scelte, come dicevamo, non sono molte. Berkeley? Columbia? MIT? Potrebbe provare, certo, anche con qualche possibilità. Ma poi Giulio chi lo sente con il bimbo e tutto il resto? Potrebbe cambiare lavoro, in fondo ha il più alto grado d’istruzione possibile. In realtà dovrebbe tagliare pezzi del suo curriculum per non sembrare over-qualified, e buttare 10 anni di precariato universitario per un lavoretto a 800 euro. Potrebbe infine tenere duro, raccontandosi ogni giorno la favola della temporaneità della sua condizione.
Questa eroina dei nostri tempi magri, questa figura produttiva ma nascosta, quest’anima fedele non certo al suo valvassore ma al suo lavoro e al suo progetto di vita, è questa la figura nella quale ci riconosciamo. Il lamento del padre del giovane di belle speranze, frustrate da un sistema di raccomandazioni e clientele che egli stesso e la sua generazione (politica e accademica) hanno contribuito a determinare e contribuiscono a mantenere, cortesemente, lo respingiamo al mittente. Non ne facciamo una questione privata, ma uno specchio per la dimensione pubblica. Il merito astratto, scientificamente calcolato, che si sostanzia nella capacità di immagazzinare dati (il povero figlio, a detta del padre, ha studiato 12 ore al giorno negli ultimi 5 anni), nella bulimia da nozioni, nella capacità di rispondere a comando a una domanda, non è solo un “merito di pulcinella”, è anche un merito inutile al paese, alla società, allo stesso mercato del lavoro.
La nostra figura di riferimento rimane la ricercatrice di cui sopra, che rappresenta la parte più innovativa e produttiva del paese, e sulle cui spalle si regge gran parte dell’università italiana e non solo. È lei la nostra moderna Cipputi. E come il buon vecchio Cipputi ha un’ultima scelta: quella di lottare e rivendicare continuità di reddito e diritti.

Rete ricercatori precari Bologna
Coordinamento precari della Ricerca Catania
Coordinamento nazionale ricercatori precari FLC-CGIL

LEGGI LA LETTERA DI CELLI APPARSA SU "REPUBBLICA" IL 30 NOVEMBRE 2009


venerdì 27 novembre 2009

Appesi a un filo, sostenuti da un’idea: un’altra università è possibile.

Catania, 2 Dicembre 2009, ore 10.00, AUDITORIUM
Facoltà di Lingue e Letterature Straniere, ex Monastero dei Benedettini.

Assemblea simultanea in tutti gli atenei d’Italia per la Ricerca e l’Istruzione pubblica.

Ricercatori precari, studenti e docenti universitari, insegnanti precari e tutti i lavoratori dell’università discutono di:
  • tagli alle risorse per scuola e università a Catania;
  • DDL Gelmini;
  • sciopero generale dei lavoratori della conoscenza indetto da FLC-CGIL e manifestazione nazionale a Roma venerdì 11 Dicembre 2009.
Il progetto di riforma dell’Università promette Merito, Qualità ed Efficienza.
Sono solo slogan.
Restano i tagli alle risorse, travestiti da «razionalizzazione».

Mentre negli altri paesi del mondo si investe su ricerca e formazione per uscire dalla crisi, in Italia si “investe” su vuote parole d’ordine, che luccicano solo sui media, per illudere ancora una volta intere generazioni di studenti e ricercatori.

«Senza alcun onere per la finanza pubblica», come si legge nella nuova proposta di legge, Merito, Qualità ed efficienza sono solo slogan.
Nei prossimi anni si bloccherà il ricambio generazionale di docenti e ricercatori universitari, crescerà il numero dei lavoratori precari per continuare a tappare i buchi della didattica e della ricerca e si ridurranno le opportunità di accesso degli studenti all’università pubblica.

-3.000 matricole solo a Catania per l’anno accademico 2010-2011 secondo le stime del rettorato, aumento delle tasse universitarie, chiusura dei corsi di laurea, numero programmato per i corsi superstiti: questa è l’università nel paese di Berlusconi.

Da Torino a Catania, a Cosenza e a Bologna, a Pisa come a Napoli, tutti insieme a Roma riprendiamoci la parola.

Coordinamento Precari della Ricerca – Catania
Coordinamento Precari dell’Università FLC-CGIL – Catania

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