mercoledì 23 settembre 2009

Prima Edizione della Giornata Nazionale del Ricercatore Scientifico, 9-10 ottobre 2009, Arcavacata di Rende (Cosenza)



Cari tutti,

il Coordinamento dei Precari della Ricerca di Catania e i Precari Invisibili della Ricerca dell'Università della Calabria vi invitano a partecipare alla Prima Edizione della Giornata Nazionale del Ricercatore Scientifico il 9 e 10 Ottobre 2009 al campus di Arcavacata-Rende (Cosenza).

L'occasione è straordinaria per due motivi:
- abbiamo a disposizione un tavolo di confronto e dibattito nazionale per tutti i lavoratori della ricerca, strutturati e non, per discutere di Ricerca&Precarietà;

- per la prima volta nella storia dell'università italiana la comunità scientifica è chiamata a raccolta per iniziativa dei ricercatori precari che hanno ideato e organizzato questo primo "convegno nazionale dei precari" presso una sede universitaria istituzionale: l'Università della Calabria.

La risposta a chi solo un anno fa si chiedeva chi fossero e cosa facessero i ricercatori precari è già qui.

Vi aspettiamo. Le adesioni sono già numerose da tutti gli atenei italiani.
L'idea è quella di elaborare un punto di vista critico condiviso su Ricerca&Precarietà, sulle recenti azioni del Governo in materia di università e ricerca. L'idea è quella di mettere a fuoco gli argomenti utili a progettare il nostro futuro di lavoratori della ricerca in Italia.

La risposta a chi sostiene che in Italia la ricerca non ha futuro la dobbiamo ancora costruire.

Grazie,
ricercatoriprecari@gmail.com

Lettera di Margherita Hack


Dettagli tecnici:
- sito internet:
http://sites.google.com/site/giornataricercatorescientifico/home
- in allegato l'invito, il manifesto e il programma (prima e seconda sessione e a seguire festa per il giorno 9, workshop tematici per il giorno 10)
- per partecipare è UTILE iscriversi:
http://sites.google.com/site/giornataricercatorescientifico/come-iscriversi
- TUTTI I PARTECIPANTI SARANNO OSPITI DI UNICAL (VITTO E ALLOGGIO) SE MANDANO LA SCHEDA DI ISCRIZIONE (fino ad esaurimento posti)
- il Coordinamento Precari della Ricerca è a vostra disposizione per organizzare la trasferta Catania-Rende-Catania, segnalateci la vostra partecipazione a ricercatoriprecari@gmail.com





“LA DIDATTICA NON SARA' MAI IL MIO MESTIERE”




Con un bando del 27 luglio 2009 la Facoltà di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali ha indetto un concorso pubblico per il conferimento a titolo gratuito di 12 insegnamenti. Non è il primo caso nel nostro Ateneo e non lo è nel contesto nazionale.

La docenza a contratto è stata introdotta da una legge del 1998 (decreto 242 art.1) come strumento eccezionale finalizzato ad un più organico e virtuoso rapporto tra Università e mondo del lavoro, tra didattica e competenze professionali. La legislazione è chiara al riguardo:

“per sopperire a particolari e motivate esigenze didattiche, le università e gli istituti di istruzione universitaria statali, secondo le norme dei rispettivi ordinamenti e nei limiti degli appositi stanziamenti di bilancio, possono stipulare con studiosi od esperti di comprovata qualificazione professionale e scientifica, non dipendenti di università e anche di cittadinanza straniera, contratti di diritto privato per l’insegnamento nei corsi di diploma universitario, di laurea e di specializzazione ovvero per lo svolgimento di attività didattiche integrative."

In questi dieci anni di mutamenti continui del sistema universitario gli incarichi di docenza a contratto si sono moltiplicati, divenendo per molte facoltà strumenti essenziali per il funzionamento della didattica. Come era prevedibile il ricorso sistematico a questo strumento eccezionale ha permesso sovente di rispondere agli imperativi economici e di diversificazione dell’offerta formativa imposti dall’autonomia universitaria in un contesto di riduzione, sempre più drammatica, dei finanziamenti statali. D’altronde, il “contrattista” assume gli stessi carichi didattici di un docente strutturato ma senza tutele previdenziali, assistenziali e con retribuzioni inadeguate rispetto all'impegno lavorativo assunto. In nessun altro ente dell’amministrazione pubblica esiste una tale disparità di trattamento fra lavoratori strutturati e non.
Si è, dunque, risposto alle esigenze della concorrenza tra Atenei e Facoltà con la più semplicistica delle ricette: la creazione di una precarietà diffusa. I dati sono eloquenti al riguardo: nel 2007 sono stati ben 52.051 i docenti a contratto nelle università italiane (contro i 61.929 strutturati come docenti e ricercatori) e nel nostro Ateneo si sono stipulati 635 contratti a copertura di quasi il 30% degli insegnamenti (dati MIUR).
La maggior parte di queste docenze – retribuite e non – viene, difatti, affidata a giovani ricercatori in attesa di accedere ai ruoli a tempo indeterminato e l’accettazione di questi incarichi è per loro condizione ineludibile per mantenere un rapporto di continuità di lavoro – didattico e di ricerca - con l’Università.
Questo spiega come la docenza a contratto sia diventata una prassi consolidata, una manifestazione patologica delle contraddizioni del nostro sistema universitario ed in che misura la pratica delle docenze a titolo gratuito ne rappresenti l’espressione più eclatante e iniqua.

Per far fronte ai deficit e alle inefficienze del sistema universitario nazionale si sacrificano, dunque, i diritti dei lavoratori “a contratto” che si vedono negato il principio basilare del diritto alla retribuzione del lavoro in nome di una ormai obsoleta, sedicente, flessibilità.
Ad essere sacrificata senza esitazione è la ricerca, alla quale si sottraggono energie vitali. Ad essere sacrificata è la qualità della didattica alla quale si nega lo status di professione.

Per queste ragioni ci opponiamo all’inaccettabile pratica delle docenze non retribuite e chiediamo al Rettore ed ai Presidi di Facoltà dell’Ateneo di Catania la sospensione dei concorsi pubblici per il conferimento di incarichi didattici a titolo gratuito.

Per queste ragioni chiediamo che si avvii un dibattito pubblico sulle future politiche didattiche che coinvolga tutte le componenti dell’Ateneo e tutti i suoi lavoratori.

Per queste ragioni chiediamo che si apra immediatamente un tavolo di contrattazione tra tutte le componenti della comunità universitaria per affrontare la questione del precariato della ricerca nel nostro Ateneo.

Catania, 23 Settembre 2009

martedì 19 maggio 2009

DAI FORZA AL DOTTORATO: SOTTROSCRIVI LA PETIZIONE ADI


Il dottorato di ricerca è il titolo più elevato della formazione universitaria, rilasciato dallo Stato Italiano al compimento di un ciclo di tre anni di studio e di ricerca post-laurea. I corsi di dottorato, ai quali si accede attraverso una selezione pubblica per esami, hanno il compito di formare figure professionali con competenze alte nel settore della ricerca scientifica e impiegabili presso università, centri di ricerca, amministrazioni, enti pubblici o privati.

A differenza di quanto avviene negli altri paesi europei, in Italia il dottorato è valutato poco e male, nonostante il bisogno di innovazione della nostra economia: in accademia le possibilità di carriera sono minime e nel mondo del lavoro il dottore di ricerca è una figura quasi sconosciuta.

Con questa campagna nazionale l’ADI vuole chiedere di:

- dare attuazione all'articolo 4, comma 7, della legge 3 luglio 1998, n. 210, che prevede che il Governo emani dei decreti del Presidente del Consiglio dei ministri per la valutabilità dei titoli di dottorato di ricerca, ai fini dell'ammissione a concorsi pubblici per attività di ricerca non universitaria;

- dare attuazione all'articolo 17, comma 111, della legge n. 127 del 1997 (cd. «Bassanini 2») che prevede che le norme per l'accesso alla pubblica amministrazione vengano integrate, in sede di accordi di comparto, dal riconoscimento delle professionalità prodotte dal dottorato di ricerca e da altri titoli specializzanti.

- valorizzare e promuovere l’inserimento dei dottori di ricerca nella scuola e nell’insegnamento;


mercoledì 22 aprile 2009

27 aprile 2009: “Io non voto ma ricerco - Giornata del ricercatore precario” - Cittadella Universitaria – Monastero dei Benedettini, Catania


Mentre l’Ateneo catanese è impegnato nella consultazione per l’elezione del rettore, noi ricercatori precari dedichiamo una giornata all’indagine sulla condizione della ricerca precaria all’interno di questo ateneo e chiamiamo docenti, istituzioni e cittadini all’assunzione di responsabilità per un’università migliore.

Un’università migliore significa maggior benessere e una migliore qualità della vita democratica di questo Paese.

I recenti provvedimenti legislativi, improntati soltanto all’indiscriminata riduzione del finanziamento pubblico all’università, determineranno nei prossimi anni pesanti conseguenze sulla complessiva qualità del sistema della ricerca e della formazione universitaria di questo Paese. Tali interventi legislativi non esprimono alcun disegno di rilancio e miglioramento dell’università italiana, tanto da far pensare che essi siano, piuttosto, una tappa di un processo di progressivo smantellamento dell’Università pubblica.

Essi sono stati supportati da un violento, quanto ipocrita, attacco mediatico all’università pubblica, dipinta come un indistinto rifugio di “baroni” nepotisti e “fannulloni”.

Noi siamo consapevoli dei difetti e delle storture dell’attuale organizzazione del sistema universitario ma riteniamo che l’università pubblica sia un’istituzione democratica utile e preziosa.

Siamo anche consapevoli del fatto che una parte importante dell’attività didattica e scientifica nelle nostre università è oggi possibile grazie all’impegno di tanti giovani studiosi che quotidianamente svolgono un lavoro di elevata qualità, con scarsi riconoscimenti e in condizioni di precarietà e incertezza del futuro.

Questi giovani, già mortificati dalle condizioni di precarietà del loro lavoro, sono la categoria più colpita dai provvedimenti sull’università. Il taglio indiscriminato di risorse non premia il merito né sanziona il demerito, ma priva i giovani ricercatori e l’università tutta dell’opportunità di un futuro.

Per questo in concomitanza con l’inizio delle consultazioni per l’elezione del rettore, abbiamo indetto la “Giornata del ricercatore precario”. Riteniamo che, soprattutto nel momento in cui si rinnova il vertice istituzionale di questo ateneo, occorra indicare la condizione della “ricerca precaria” e il rilancio della formazione e della ricerca universitaria come le questioni prioritarie con le quali gli organi di governo dell’ateneo dovranno misurarsi.

La “Giornata del ricercatore precario” comprenderà due momenti. La mattina, alla Cittadella universitaria, alle 10.30 presso l’Edifico Polifunzionale della Facoltà di Ingegneria verrà presentato e distribuito il questionario “Indagine sul lavoro atipico nell’Università di Catania, da noi elaborato. Esso servirà a “fotografare” le condizioni e le caratteristiche della “ricerca precaria” all’interno del nostro Ateneo.

Ma poiché riteniamo che i problemi dell’Università pongano questioni che attengono direttamente alla qualità della vita democratica nel nostro Paese, non vogliamo limitarci a rivendicare migliori condizioni di lavoro per noi ricercatori precari ma, a partire dai nostri problemi, vogliamo avviare una riflessione sulla funzione democratica dell’istruzione e della ricerca universitarie.

Per questo abbiamo “chiamato alla responsabilità” alcuni docenti del nostro ateneo, chiedendogli di dialogare con noi ad una tavola rotonda su “Università e democrazia”, che si svolgerà a partire dalle 16.30 presso il “Medialab” della Facoltà di Lingue e Letterature Straniere in Piazza Dante n. 13.

Per costruire un’Università migliore e possibile.

Scarica il volantino con il programma completo



sabato 4 aprile 2009

NONOSTANTE TUTTO LA RICERCA

Segnaliamo l'iniziativa del ciclo di seminari sulla ricerca promossa dai collettivi della cittadella universitaria, alla quale si è deciso di aderire.
Il programma degli incontri organizzati alla cittadella si trova alla pagina web:
http://www.collettivotiromancino.org/cms/?q=node/514