venerdì 16 ottobre 2009

Sintesi dei lavori della prima edizione della Giornata Nazionale del Ricercatore Scientifico “Ricerca e Precarietà”. Università della Calabria


Nei giorni 9-10 Ottobre 2009 si è svolta presso l’Università della Calabria la prima edizione della Giornata Nazionale del Ricercatore Scientifico, dal titolo “Ricerca e Precarietà” .
Questo evento, organizzato dai Precari invisibili della Ricerca Unical in collaborazione con il coordinamento dei Precari della Ricerca dell’Università di Catania, si inserisce nel percorso di riflessione e mobilitazione avviatosi nell’autunno del 2008 in risposta ai primi provvedimenti adottati dal Governo Berlusconi relativamente al finanziamento della Ricerca e dell’Università.
La drastica riduzione del finanziamento ordinario dell’Università Pubblica, unita al blocco del turn over, costituisce un grave attacco al diritto allo studio, al mondo della ricerca e al diritto al lavoro di chi sceglie la ricerca come professione.
Tutto questo contrasta con il dettato della nostra Carta Costituzionale e lede gravemente la qualità democratica del nostro paese.

Dalle riflessioni e dalle analisi delle due giornate è emerso che i problemi di cui soffre l’Università Pubblica italiana dovrebbero essere affrontati innanzitutto con l’aumento degli investimenti, il superamento delle molteplici figure di contratto atipico della ricerca e della docenza, l’assunzione di un adeguato numero di ricercatori a tempo indeterminato che risponda alle esigenze didattiche e di ricerca dell’Università e una riforma dell’ordinamento degli studi che garantisca una migliore formazione degli studenti rispetto a quella frammentata dell’ultimo decennio.
Ignorare questi problemi e non adottare i necessari provvedimenti significa svalutare e disperdere un patrimonio di sapere e competenze e, in generale, impoverire la società italiana, contribuendo al suo declino economico, culturale e civile.
Su questi temi si sono confrontati durante il convegno studenti, ricercatori precari, docenti e amministratori dell’università e degli enti locali. L’occasione è stata particolarmente significativa perché, per la prima volta dopo l’avvio del nuovo corso di tagli e provvedimenti adottati dal governo, rappresentanti dei lavoratori della ricerca, strutturati e non, si sono riuniti ad unico tavolo di confronto per discutere di Ricerca e Precarietà, in difesa dell’Università Pubblica.

In sintesi, quindi, i ricercatori precari chiedono che il governo adotti immediatamente i seguenti provvedimenti:
  • Piano straordinario di reclutamento di ricercatori a tempo indeterminato e pianificazione relativa al reclutamento ordinario;
  • Introduzione dell’obbligo, per gli Organi di governo delle Università, dell’istituzione dell'Anagrafe dei ricercatori e docenti precari presenti in ogni ateneo;
  • Adozione di un’unica forma contrattuale per i ricercatori e docenti non strutturati, che assicuri il diritto alla giusta remunerazione e alle relative tutele giuridiche, al pari di un rapporto di lavoro subordinato;
  • Accesso di tutti i ricercatori precari ai finanziamenti per progetti di ricerca di cui assumere la titolarità;
  • Sblocco delle procedure dei fondi Firb già banditi, con l’immediata nomina della commissione di valutazione e, per il futuro, rafforzamento del bando Firb, con l’eliminazione dei limite d’età per i ricercatori non strutturati;
  • Abrogazione della legge Moratti;
  • Adozione della piattaforma elaborata dalla rete nazionale dei ricercatori e docenti precari in merito all’ordinamento giuridico della docenza, e ai meccanismi di reclutamento.
Per il perseguimento di tali obiettivi e l’elaborazione di ulteriori proposte i ricercatori hanno deciso di adottare le seguenti strategie:
  • Mobilitazione generale dei precari di tutte le università italiane attraverso attività di informazione, sensibilizzazione, coinvolgimento e protesta;
  • Rafforzamento delle proposte dei ricercatori precari attraverso una maggiore interazione con associazioni di categoria e sindacati sensibili a queste problematiche;
  • Richiesta di apertura di un tavolo di trattativa ufficiale con gli enti regionali, per richiedere leggi di finanziamento della ricerca universitaria integrative del fondo di finanziamento ordinario, finalizzate all’implementazione della ricerca di base e al reclutamento dei ricercatori;
  • Richiesta di apertura di un tavolo di discussione ufficiale con gli organi di governo di ogni Ateneo per superare l'attuale condizione di incontrollata precarietà nella ricerca universitaria;
  • Elaborazione, diffusione e discussione nella rete dei ricercatori precari di proposte di legge sul finanziamento pubblico e privato della ricerca.
Con questa agenda tutti i gruppi di ricercatori precari che hanno partecipato al “convegno in mobilitazione” di Cosenza rilanciano la battaglia per un’Università Pubblica migliore e un futuro di crescita e sviluppo.

10 Ottobre 2009

giovedì 15 ottobre 2009

“Gran Torino” - Solidarietà agli studenti e ai ricercatori precari che occupano il Rettorato del Politecnico di Torino.

Coordinamento Precari della Ricerca – Catania
COMUNICATO STAMPA

Oggi 15 Ottobre 2009 alle ore 14.00 gli studenti e i ricercatori precari del Politecnico di Torino hanno occupato il Rettorato in occasione della Seduta del Senato Accademico destinata ad approvare un piano di riorganizzazione dell'ateneo in linea con le direttive ministeriali: tagli senza riforme.

Sotto la pressione crescente di un presidio sempre più numeroso il Rettore Profumo ha concesso, così come da tempo richiesto dai coordinamenti dei precari universitari, l’apertura di un tavolo di trattativa allargato a tutte le componenti della comunità universitaria.

L’iniziativa dei colleghi di Torino rilancia con coraggio e determinazione la mobilitazione in difesa dell’università e della ricerca pubbliche e il loro appello non può restare inascoltato: chi ha responsabilità di governo nelle università non può più sottrarsi al confronto sulla questione del precariato universitario.

Dopo un anno di duro lavoro sappiamo che da Catania a Torino la battaglia per un’università migliore è la battaglia per la dignità di tutti i suoi lavoratori. Dopo aver incrociato i nostri percorsi di lotta e rivendicazione su una serie di obiettivi condivisi, a Catania come a Torino, sappiamo che l’alternativa al precariato si costruisce sulle scelte dei singoli atenei.

Adesso nuovi compiti ci attendono.

Chi domanda può pretendere una risposta, chi tace ha già rinunciato: un tavolo di trattativa per ogni ateneo è lo strumento per dare voce al nostro progetto di futuro in ricerca.

Catania, 15 Ottobre 2009






mercoledì 23 settembre 2009

Prima Edizione della Giornata Nazionale del Ricercatore Scientifico, 9-10 ottobre 2009, Arcavacata di Rende (Cosenza)



Cari tutti,

il Coordinamento dei Precari della Ricerca di Catania e i Precari Invisibili della Ricerca dell'Università della Calabria vi invitano a partecipare alla Prima Edizione della Giornata Nazionale del Ricercatore Scientifico il 9 e 10 Ottobre 2009 al campus di Arcavacata-Rende (Cosenza).

L'occasione è straordinaria per due motivi:
- abbiamo a disposizione un tavolo di confronto e dibattito nazionale per tutti i lavoratori della ricerca, strutturati e non, per discutere di Ricerca&Precarietà;

- per la prima volta nella storia dell'università italiana la comunità scientifica è chiamata a raccolta per iniziativa dei ricercatori precari che hanno ideato e organizzato questo primo "convegno nazionale dei precari" presso una sede universitaria istituzionale: l'Università della Calabria.

La risposta a chi solo un anno fa si chiedeva chi fossero e cosa facessero i ricercatori precari è già qui.

Vi aspettiamo. Le adesioni sono già numerose da tutti gli atenei italiani.
L'idea è quella di elaborare un punto di vista critico condiviso su Ricerca&Precarietà, sulle recenti azioni del Governo in materia di università e ricerca. L'idea è quella di mettere a fuoco gli argomenti utili a progettare il nostro futuro di lavoratori della ricerca in Italia.

La risposta a chi sostiene che in Italia la ricerca non ha futuro la dobbiamo ancora costruire.

Grazie,
ricercatoriprecari@gmail.com

Lettera di Margherita Hack


Dettagli tecnici:
- sito internet:
http://sites.google.com/site/giornataricercatorescientifico/home
- in allegato l'invito, il manifesto e il programma (prima e seconda sessione e a seguire festa per il giorno 9, workshop tematici per il giorno 10)
- per partecipare è UTILE iscriversi:
http://sites.google.com/site/giornataricercatorescientifico/come-iscriversi
- TUTTI I PARTECIPANTI SARANNO OSPITI DI UNICAL (VITTO E ALLOGGIO) SE MANDANO LA SCHEDA DI ISCRIZIONE (fino ad esaurimento posti)
- il Coordinamento Precari della Ricerca è a vostra disposizione per organizzare la trasferta Catania-Rende-Catania, segnalateci la vostra partecipazione a ricercatoriprecari@gmail.com





“LA DIDATTICA NON SARA' MAI IL MIO MESTIERE”




Con un bando del 27 luglio 2009 la Facoltà di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali ha indetto un concorso pubblico per il conferimento a titolo gratuito di 12 insegnamenti. Non è il primo caso nel nostro Ateneo e non lo è nel contesto nazionale.

La docenza a contratto è stata introdotta da una legge del 1998 (decreto 242 art.1) come strumento eccezionale finalizzato ad un più organico e virtuoso rapporto tra Università e mondo del lavoro, tra didattica e competenze professionali. La legislazione è chiara al riguardo:

“per sopperire a particolari e motivate esigenze didattiche, le università e gli istituti di istruzione universitaria statali, secondo le norme dei rispettivi ordinamenti e nei limiti degli appositi stanziamenti di bilancio, possono stipulare con studiosi od esperti di comprovata qualificazione professionale e scientifica, non dipendenti di università e anche di cittadinanza straniera, contratti di diritto privato per l’insegnamento nei corsi di diploma universitario, di laurea e di specializzazione ovvero per lo svolgimento di attività didattiche integrative."

In questi dieci anni di mutamenti continui del sistema universitario gli incarichi di docenza a contratto si sono moltiplicati, divenendo per molte facoltà strumenti essenziali per il funzionamento della didattica. Come era prevedibile il ricorso sistematico a questo strumento eccezionale ha permesso sovente di rispondere agli imperativi economici e di diversificazione dell’offerta formativa imposti dall’autonomia universitaria in un contesto di riduzione, sempre più drammatica, dei finanziamenti statali. D’altronde, il “contrattista” assume gli stessi carichi didattici di un docente strutturato ma senza tutele previdenziali, assistenziali e con retribuzioni inadeguate rispetto all'impegno lavorativo assunto. In nessun altro ente dell’amministrazione pubblica esiste una tale disparità di trattamento fra lavoratori strutturati e non.
Si è, dunque, risposto alle esigenze della concorrenza tra Atenei e Facoltà con la più semplicistica delle ricette: la creazione di una precarietà diffusa. I dati sono eloquenti al riguardo: nel 2007 sono stati ben 52.051 i docenti a contratto nelle università italiane (contro i 61.929 strutturati come docenti e ricercatori) e nel nostro Ateneo si sono stipulati 635 contratti a copertura di quasi il 30% degli insegnamenti (dati MIUR).
La maggior parte di queste docenze – retribuite e non – viene, difatti, affidata a giovani ricercatori in attesa di accedere ai ruoli a tempo indeterminato e l’accettazione di questi incarichi è per loro condizione ineludibile per mantenere un rapporto di continuità di lavoro – didattico e di ricerca - con l’Università.
Questo spiega come la docenza a contratto sia diventata una prassi consolidata, una manifestazione patologica delle contraddizioni del nostro sistema universitario ed in che misura la pratica delle docenze a titolo gratuito ne rappresenti l’espressione più eclatante e iniqua.

Per far fronte ai deficit e alle inefficienze del sistema universitario nazionale si sacrificano, dunque, i diritti dei lavoratori “a contratto” che si vedono negato il principio basilare del diritto alla retribuzione del lavoro in nome di una ormai obsoleta, sedicente, flessibilità.
Ad essere sacrificata senza esitazione è la ricerca, alla quale si sottraggono energie vitali. Ad essere sacrificata è la qualità della didattica alla quale si nega lo status di professione.

Per queste ragioni ci opponiamo all’inaccettabile pratica delle docenze non retribuite e chiediamo al Rettore ed ai Presidi di Facoltà dell’Ateneo di Catania la sospensione dei concorsi pubblici per il conferimento di incarichi didattici a titolo gratuito.

Per queste ragioni chiediamo che si avvii un dibattito pubblico sulle future politiche didattiche che coinvolga tutte le componenti dell’Ateneo e tutti i suoi lavoratori.

Per queste ragioni chiediamo che si apra immediatamente un tavolo di contrattazione tra tutte le componenti della comunità universitaria per affrontare la questione del precariato della ricerca nel nostro Ateneo.

Catania, 23 Settembre 2009

martedì 19 maggio 2009

DAI FORZA AL DOTTORATO: SOTTROSCRIVI LA PETIZIONE ADI


Il dottorato di ricerca è il titolo più elevato della formazione universitaria, rilasciato dallo Stato Italiano al compimento di un ciclo di tre anni di studio e di ricerca post-laurea. I corsi di dottorato, ai quali si accede attraverso una selezione pubblica per esami, hanno il compito di formare figure professionali con competenze alte nel settore della ricerca scientifica e impiegabili presso università, centri di ricerca, amministrazioni, enti pubblici o privati.

A differenza di quanto avviene negli altri paesi europei, in Italia il dottorato è valutato poco e male, nonostante il bisogno di innovazione della nostra economia: in accademia le possibilità di carriera sono minime e nel mondo del lavoro il dottore di ricerca è una figura quasi sconosciuta.

Con questa campagna nazionale l’ADI vuole chiedere di:

- dare attuazione all'articolo 4, comma 7, della legge 3 luglio 1998, n. 210, che prevede che il Governo emani dei decreti del Presidente del Consiglio dei ministri per la valutabilità dei titoli di dottorato di ricerca, ai fini dell'ammissione a concorsi pubblici per attività di ricerca non universitaria;

- dare attuazione all'articolo 17, comma 111, della legge n. 127 del 1997 (cd. «Bassanini 2») che prevede che le norme per l'accesso alla pubblica amministrazione vengano integrate, in sede di accordi di comparto, dal riconoscimento delle professionalità prodotte dal dottorato di ricerca e da altri titoli specializzanti.

- valorizzare e promuovere l’inserimento dei dottori di ricerca nella scuola e nell’insegnamento;